Libro degli incubi

Standard

Era piccolina. Uno scricciolo anche per la sua età. L’abbiamo fatta venire nel ripostiglio con una scusa, come si fa tra bambini. Io la tenevo ferma per le braccia. Schiacciata a terra. Cercava di dimenarsi ma non ci riusciva. Carlo le aveva abbassato i pantaloni e le mutandine insieme. Ce l’aveva tutta rasata. E profumava di biancheria pulita. Piangeva. Secondo me un pochino le piaceva. Io però le ho tenuto solo le braccia. Ad un certo punto non si dimenava più. E mi son ricordato quando andavo a pesca con mio padre. Quando tirava su un pesce. Ero eccitato. Mi alzavo sulla barchetta che prendeva ad oscillare, il cuore martellava. “Siediti” strillava. A volte mi doveva tirare giù con uno strattone. Ma io continuavo a guardare quel pesce che sbatteva coda e dorso contro il pavimento. Moriva. In silenzio. Eppure si ostinava a vivere. A volte si dava colpi tanto forti che pensavo fuggisse. In quel momento il cuore si fermava e sembrava esplodere . Avrei potuto rigettarlo in acqua. Ma non lo facevo. Lo guardavo morire. Spegnersi. Tutta quella forza, tutta quella vita. Si era rannicchiata. Io l’avevo tenuta ferma. Non avevo fatto altro. Non ne sarei stato capace.

Lev, Preludio all’opera in nero, Libro degli incubi.

Disegno di Chiara Lo Conte.

2 pensieri su “Libro degli incubi

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...